Conto Termico 3.0: quali interventi possono accedere agli incentivi?
- Innovizia

- 5 mar
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 10 mar
Se stai pensando di riqualificare un edificio, sostituire un impianto o fare un vero salto di qualità verso le tecnologie rinnovabili, c’è una buona notizia: puoi farlo sfruttando incentivi concreti.
Il Conto Termico 3.0, infatti, non è una misura che si limita a “promettere” contributi. È uno strumento chiaro e strutturato: stabilisce percentuali precise, massimali di spesa, eventuali maggiorazioni e, aspetto tutt’altro che secondario, modalità e tempi di erogazione ben definiti. In altre parole, offre certezze su cui costruire una strategia di investimento.
Nel primo articolo della guida dedicata al Conto Termico 3.0 abbiamo approfondito i dettagli degli incentivi, chi può beneficiarne e come vengono calcolate le percentuali di contributo.
Ora, invece, entriamo nel cuore operativo della misura: quali interventi rientrano realmente nell’incentivo. Lo faremo scegliendo un approccio utile e progettuale: partiremo dall’involucro edilizio, passeremo agli impianti e alle tecnologie di gestione, per arrivare infine alle rinnovabili termiche.

Titolo II – Efficienza energetica: l’involucro e l’edificio che consuma meno
Il Titolo II riguarda gli interventi che migliorano l’efficienza energetica dell’edificio agendo sull’involucro e sui sistemi di gestione dei consumi. Si tratta, in generale, di lavori che aumentano il comfort interno e riducono le dispersioni energetiche. Tra gli interventi che possono accedere agli incentivi rientrano:
Isolamento termico delle strutture opache (II.A) – comprende interventi su pareti, coperture o pavimenti finalizzati a ridurre la dispersione di calore. L’incentivo tipico è pari al 40% delle spese ammissibili, con un massimale che può variare indicativamente tra 150 e 350 €/mq e un tetto massimo di incentivo molto elevato, che in alcuni casi può arrivare fino a 1.000.000 €.
Sostituzione di chiusure trasparenti (II.B) – riguarda la sostituzione di finestre e infissi con soluzioni ad alte prestazioni energetiche. Anche in questo caso l’incentivo è generalmente pari al 40% delle spese ammissibili, con massimali indicativi tra 700 e 800 €/mq e un incentivo massimo che può arrivare fino a 500.000 €.
Schermature, ombreggiamento o sistemi di filtrazione solare (II.C) – interventi utili per ridurre il surriscaldamento degli ambienti e migliorare il comfort estivo. L’incentivo è pari al 40%, con massimali indicativi tra 50 e 250 €/mq, mentre il limite massimo di incentivo varia in funzione del tipo di sistema installato, ad esempio se automatico o fisso.
Trasformazione dell’edificio in NZEB – Nearly Zero Energy Building (II.D) – si tratta di interventi più profondi che portano l’edificio a standard energetici molto elevati. In questo caso l’incentivo può arrivare al 65% delle spese ammissibili, con massimali indicativi tra 1.000 e 1.300 €/mq e un incentivo massimo particolarmente significativo, fino a circa 2.500.000–3.000.000 € a seconda dei casi.
Illuminazione efficiente (II.E) – riguarda l’installazione di sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica. L’incentivo è pari al 40%, con massimali indicativi di circa 15 €/mq o 35 €/mq, a seconda delle condizioni, e con tetti massimi che possono variare tra circa 50.000 € e 140.000 €.
Building automation (II.F) – include sistemi intelligenti per il monitoraggio e la gestione degli impianti dell’edificio. Anche qui l’incentivo è pari al 40%, con un massimale indicativo di 60 €/mq e un incentivo massimo che può arrivare fino a 100.000 €.
Nel complesso, la logica è chiara: il Conto Termico tende a premiare l’efficienza "strutturale" dell’edificio e l’adozione di tecnologie che consentono di gestire e ottimizzare i consumi energetici nel tempo.
Un caso particolare tra gli interventi del Conto Termico 3.0: ricarica elettrica e fotovoltaico con accumulo (solo in abbinamento)
Tra gli interventi previsti dal Conto Termico ce ne sono due che attirano particolare attenzione perché legati alla transizione energetica e alla diffusione di nuove tecnologie. Si tratta delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici e degli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo. Tuttavia, per questi interventi è importante conoscere una regola fondamentale sul loro utilizzo all’interno dell’incentivo.
In particolare, il decreto prevede:
Infrastrutture per la ricarica privata di veicoli elettrici (II.G) – l’incentivo è pari al 30% delle spese ammissibili, con massimali che dipendono dalla classe di potenza dell’infrastruttura. Ad esempio, per potenze tra 7,4 e 22 kW il massimale può variare indicativamente tra circa 2.400 e 8.400 €, mentre per potenze tra 22 e 50 kW si applicano criteri come 1.200 €/kW. Per infrastrutture più grandi sono previsti tetti massimi specifici, ad esempio circa 60.000 € tra 50 e 100 kW e circa 110.000 € oltre i 100 kW.
Impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo (II.H) – in questo caso l’incentivo è pari al 20% del costo massimo ammissibile. I costi massimi indicativi sono tra 1.050 e 1.500 €/kW per l’impianto fotovoltaico e circa 1.000 €/kWh per il sistema di accumulo.
C’è però un elemento determinante da considerare: gli interventi II.G e II.H sono ammessi solo se realizzati in abbinamento alla sostituzione di impianti con pompe di calore elettriche. Inoltre, l’incentivo riconosciuto corrisponde al valore minimo tra i due interventi.
In altre parole, non è sufficiente installare una colonnina di ricarica o realizzare un impianto fotovoltaico con batterie. Per accedere all’incentivo è necessario che questi interventi facciano parte di una strategia energetica integrata, coerente con la sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompe di calore.
Titolo III – Rinnovabili termiche e sistemi ad alta efficienza: il cuore della transizione
Il Titolo III del Conto Termico riguarda gli interventi legati alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili e all’installazione di sistemi ad alta efficienza. In molti casi si tratta degli interventi che consentono il vero salto di qualità nella riqualificazione energetica di un edificio, perché trasformano direttamente il modo in cui l’energia viene prodotta.
Tra gli interventi previsti rientrano:
Pompe di calore (elettriche o a gas) – possono essere aerotermiche, geotermiche o idrotermiche e devono essere installate in sostituzione di impianti esistenti, anche in configurazione combinata per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS). Il decreto distingue tra impianti con potenza fino a 35 kW e impianti di potenza superiore, che possono arrivare fino a 2.000 kW.
Generatori a biomassa – comprendono sistemi alimentati da biomassa utilizzati per la climatizzazione o per la produzione di calore in diversi contesti, ad esempio serre, fabbricati rurali o processi produttivi, oppure per l’immissione di energia in reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento. Anche in questo caso si distinguono classi di potenza fino a 35 kW e superiori, fino a 2.000 kW, includendo anche sistemi ibridi che integrano pompe di calore.
Solare termico – riguarda impianti destinati alla produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e/o all’integrazione del sistema di riscaldamento. In alcuni casi può essere previsto anche l’abbinamento con sistemi di solarcooling, cioè soluzioni che sfruttano l’energia solare per la climatizzazione estiva. Tra i parametri tecnici considerati rientrano anche soglie di superficie solare lorda, ad esempio fino a 50 m² in alcune delle tipologie di intervento più diffuse.
Microcogenerazione da fonti rinnovabili (III.G) – in questo caso l’incentivo tipico è pari al 65% delle spese ammissibili, con un massimale indicativo fino a 5.000 €/kWe e un incentivo massimo che può arrivare fino a 100.000 €.
In molti interventi del Titolo III ricorre il riferimento a un incentivo pari al 65% delle spese ammissibili (entro specifici massimali) oppure a contributi calcolati tramite algoritmi che tengono conto delle caratteristiche tecniche dell’impianto.
È un segnale preciso: in questa sezione del Conto Termico non viene premiata soltanto la sostituzione di un impianto esistente, ma soprattutto la qualità tecnica e le prestazioni energetiche dei sistemi rinnovabili o ad alta efficienza installati.
Un approccio integrato all’efficienza energetica
Il Conto Termico 3.0 rappresenta uno degli strumenti più interessanti oggi disponibili per accompagnare la transizione energetica degli edifici, sostenendo interventi che vanno dal miglioramento dell’involucro alle tecnologie rinnovabili più avanzate.
Per questo motivo può essere utile confrontarsi con professionisti che conoscono nel dettaglio il funzionamento degli incentivi e le possibili strategie di intervento. Innovizia mette a disposizione competenze tecniche e consulenza specialistica per aiutare imprese, enti e professionisti a orientarsi tra le opportunità del Conto Termico e individuare le soluzioni più adatte al proprio caso. Contattaci e ti mostreremo tutte le opportunità connesse all'efficienza energetica.
Nel prossimo articolo approfondiremo le procedure di accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0.



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