Building Information Modeling (BIM): cos'è, a cosa serve e perché sta rivoluzionando l'edilizia
- Innovizia
- 7 lug
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 10 lug
Quante volte, in un progetto edile, ci si scontra con errori, modifiche dell’ultimo minuto o difficoltà di coordinamento tra cantiere e ufficio tecnico? Purtroppo accade di frequente. Il problema è che questi imprevisti rallentano l’avanzamento dei lavori e generano inutili sprechi di tempo e denaro.
Ecco perché il Building Information Modeling (BIM) è diventato sempre più centrale nel mondo delle costruzioni, dell'ingegneria e dell'architettura. In poche parole, il BIM è un approccio metodologico che permette di progettare, costruire e gestire un’opera edilizia attraverso un modello digitale condiviso, tridimensionale e ricco di informazioni.
A differenza del tradizionale disegno CAD bidimensionale, il BIM integra in un unico ambiente collaborativo tutte le informazioni relative all'edificio. Un valore non da poco, soprattutto nei contesti più complessi: ristrutturazioni, interventi su edifici storici, grandi infrastrutture, ma anche nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico o aziendale. Per questo è diventato un prezioso alleato per chi costruisce o investe.
Vediamo ora di cosa si tratta, quali figure professionali coinvolgere per implementarlo e quali vantaggi comporta.

Cos'è un modello informativo Building Information Modeling (BIM)?
Il fulcro del metodo BIM è il cosiddetto "modello informativo": una rappresentazione tridimensionale dell'opera, in cui ogni elemento (un muro, una finestra, un impianto) non è solo un oggetto grafico, ma un contenitore di dati. Questo modello non è statico: evolve con il progetto e può essere interrogato, aggiornato, condiviso, arricchito.
Ogni oggetto inserito nel modello BIM possiede attributi che vanno oltre la forma: è possibile specificare materiali, resistenza termica, dati tecnici e prestazionali, riferimenti normativi, costi, tempi di posa, durata utile, esigenze di manutenzione. Ad esempio, una parete può contenere informazioni sul tipo di muratura, sullo spessore dell'isolamento, sulla trasmittanza termica e sulla sua incidenza economica all'interno del computo metrico.
Questo consente una visione integrata del progetto e una coerenza tra tutti gli elaborati: piante, prospetti, sezioni e tabelle vengono generate automaticamente a partire dal modello e sono sempre allineate tra loro. Ma soprattutto, il modello diventa una piattaforma informativa unica, accessibile a tutti gli attori coinvolti, che possono collaborare in tempo reale.
Progettazione BIM: le 4 fasi principali del metodo e i pilastri su cui poggia
Il BIM è un processo ciclico, che accompagna il progetto in tutte le sue fasi:
Ideazione: si raccolgono le esigenze del committente, i vincoli normativi e urbanistici e si definiscono obiettivi di progetto e prime volumetrie. Il modello in questa fase è schematico, ma utile per analisi preliminari.
Progettazione: il modello si arricchisce di dettagli, diventando progressivamente definitivo ed esecutivo. Le diverse discipline (architettonica, strutturale, impiantistica) lavorano in parallelo su un modello federato.
Costruzione: il modello guida la fase esecutiva, permette di programmare attività, ordinare materiali, simulare interferenze, monitorare l'avanzamento (4D) e controllare i costi (5D).
Gestione: una volta realizzata l'opera, il modello diventa uno strumento per il facility management. Al suo interno contiene le schede tecniche, le garanzie, le informazioni utili per la manutenzione.
Per garantire che il progetto proceda al meglio, è essenziale mantenere saldi quattro pilastri:
Collaborazione: grazie a piattaforme cloud e ambienti di condivisione dati (CDE), i diversi attori accedono a versioni aggiornate e lavorano in modo sinergico.
Standardizzazione: regole condivise su formati, livelli di dettaglio (LOD), codifiche, garantiscono la qualità del modello e la sua leggibilità.
Interoperabilità: software diversi comunicano tra loro tramite formati aperti (come l'IFC), evitando lock-in tecnologici.
Tecnologia: strumenti avanzati (modellatori, piattaforme di coordinamento, app di visualizzazione) rendono il processo fluido e accessibile anche a utenti non tecnici.
A cosa serve il BIM e perché è utile?
Il BIM non è solo un modello 3D, ma una vera e propria metodologia progettata per portare efficienza, trasparenza e qualità in ogni fase della filiera edilizia, generando vantaggi concreti e misurabili.
In primis, migliora la fase di progettazione grazie a simulazioni che consentono di testare soluzioni alternative, valutare in anticipo impatti su costi e tempi e individuare eventuali interferenze tra impianti e strutture. Questo livello di analisi riduce gli errori e agevola il coordinamento tra i professionisti coinvolti.
Durante la costruzione, il BIM offre un controllo più preciso del cantiere grazie al 4D, che permette di simulare la sequenza temporale dei lavori, evitare sovrapposizioni e pianificare in modo più efficace la logistica. In questo modo si ottimizzano risorse e tempi, limitando sprechi e ritardi.
La dimensione 5D aiuta invece a gestire meglio i costi, associando prezzi unitari agli elementi della rappresentazione digitale per ottenere in tempo reale un computo sempre aggiornato e più affidabile.
Infine, il BIM rende possibile una manutenzione predittiva: anche in assenza di sensori, consente di monitorare la durata utile degli elementi e programmare interventi prima che si verifichino guasti. Questo approccio diventa particolarmente strategico nella gestione di edifici complessi come scuole, ospedali o centri direzionali, dove la continuità di servizio è fondamentale. Conservando la storia dell'immobile, il BIM permette interventi mirati ed efficaci, riducendo al minimo i fermi imprevisti e le inefficienze.
I vantaggi del BIM in breve
Riduzione degli errori: le interferenze vengono rilevate a livello digitale prima che diventino problemi reali in cantiere.
Eliminazione delle ridondanze: ogni informazione viene inserita una sola volta e usata da tutti, evitando duplicazioni e incongruenze.
Collaborazione avanzata: tutti i professionisti lavorano su un unico modello, migliorando comunicazione e coordinamento.
Efficienza documentale: gli elaborati si generano automaticamente dal modello, sono sempre aggiornati e coerenti.
Sostenibilità: è possibile simulare comportamenti energetici, analizzare cicli di vita dei materiali, confrontare soluzioni a basso impatto.
Gestione del ciclo di vita: dalla progettazione al decommissioning, il modello resta una fonte di conoscenza continua.
Chi usa il BIM e cosa fa un BIM engineer?
L’adozione del BIM non ha solo rivoluzionato il modo in cui progettiamo e costruiamo, ma ha dato vita a nuove professionalità che stanno cambiando il volto dell’edilizia, riconosciute anche dalla normativa italiana (UNI 11337-7).
Oggi in un team BIM troviamo figure specializzate con ruoli ben definiti. Il BIM Specialist si occupa di creare la rappresentazione digitale dell’opera, inserire i dati necessari e curare tutti gli aspetti tecnici del modello.
Il BIM Coordinator, invece, coordina i vari modelli disciplinari, verifica le interferenze tra impianti e strutture e garantisce che il progetto resti coerente e integro anche quando più professionisti lavorano insieme.
Poi c’è il BIM Manager, che ha una visione più strategica. Definisce standard aziendali, metodi e obiettivi, coordinando l’intero processo informativo per assicurare qualità e uniformità ai progetti.
Accanto a queste figure, il BIM Engineer è un tecnico con competenze trasversali che integra la progettazione tecnica con la gestione digitale. In un progetto di ristrutturazione, ad esempio, si occupa di:
realizzare il rilievo e modellare lo stato di fatto;
implementare le varianti progettuali e verificarne la compatibilità;
gestire la pianificazione dei lavori in 4D e il controllo costi in 5D;
aggiornare il modello in corso d'opera per la consegna del modello as-built.
Il BIM Engineer diventa così una figura chiave per traghettare studi e imprese nel nuovo paradigma digitale, coniugando esperienza tecnica e capacità di innovazione.
Conclusione
Il Building Information Modeling rappresenta oggi una delle innovazioni più dirompenti del settore delle costruzioni. Non si tratta solo di una tecnologia, ma di un nuovo modo di pensare, organizzare e realizzare i progetti. I benefici in termini di qualità, efficienza, sostenibilità e gestione sono ormai evidenti e sempre più richiesti dal mercato.
Per studi tecnici, imprese, enti pubblici e investitori, adottare il BIM significa investire in un futuro più solido, meno esposto a rischi e più orientato alla qualità.
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